DALLA PERIZIA, ALLA BENEFICENZA. L’INIZIATIVA DI CARADONNA E DI RELLA DI PAGARE UN GRAFOLOGO PER INDIVIDUARE CHI HA INSULTATO LA MELINI, DIVENTA UN GESTO SOLIDALE

    mercoledì 29 Novembre 2017


    DALLA PERIZIA, ALLA BENEFICENZA. L’INIZIATIVA DI CARADONNA E DI RELLA DI PAGARE UN GRAFOLOGO PER INDIVIDUARE CHI HA INSULTATO LA MELINI, DIVENTA UN GESTO SOLIDALE

    La Procura di Bari ha fermato ogni iniziativa singola, sulla vicenda degli insulti alla consigliera comunale Irma Melini infatti ci sarà una inchiesta per diffamazione. Pertanto, la perizia calligrafica volontaria che il consigliere comunale Michele Caradonna e il presidente del consiglio comunale Pasquale Di Rella si erano proposti di finanziare, non ci sarà. “Sono soddisfatto dell’operato della Procura e spero che si possa raggiungere al più presto la verità sulla vicenda individuando il colpevole”.

    “Io e il Presidente del Consiglio Comunale Pasquale Di Rella ci eravamo resi disponibili a sostenere  i costi di una eventuale perizia esterna, al fine di accelerare la risoluzione della vicenda che ha rappresentato una offesa e una vergona per l’intero Consiglio”  “Non essendo più necessaria la perizia esterna, abbiamo deciso di devolvere la cifra, duemila euro, in beneficenza a favore di un’associazione che si occupa della difesa delle donne maltrattate”.

    Il nominativo della associazione sarà fornito dalle testate giornalistiche locali e tra le associazioni segnalate l’11 dicembre verrà sorteggiata la associazione beneficiaria del contributo

    “Come uomo sono vicino alla amica Irma, come consigliere sono vicino alla collega Melini, come rappresentante delle Istituzioni sono profondamente amareggiato che in un aula consigliare possa essersi tenuto un atto così deplorevole e come cittadino barese mi vergogno che un mio rappresentante istituzionale possa aver commesso quest’atto becero.  La città di Bari e i suoi cittadini non meritano questi comportamenti e sicuramente questi rappresentanti. Ora attendiamo che la Procura faccia il suo lavoro e che porti alla luce il nome del colpevole”.



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