RECUPERO IMPOSTE: IRRAGIONEVOLE RIDURRE LA RATEIZZAZIONE

lunedì 11 Giugno 2018


RECUPERO IMPOSTE: IRRAGIONEVOLE RIDURRE LA RATEIZZAZIONE

Residui attivi da imposte. Ovvero, debiti che i cittadini hanno contratto a causa del mancato pagamento e la sua rateizzazione, al centro di un consiglio comunale che ha visto saltare il numero legale e la maggioranza abbandonare l’aula. “Il problema – fa sapere il consigliere comunale di Bari Michele Caradonna – è che la maggioranza guidata dal sindaco Decaro voleva approvare un regolamento che riduce i tempi di incasso delle imposte comunali da parte del Comune nei confronti dei cittadini che hanno un debito con l’ente. Allora mi chiedo: se i cittadini non sono stati in grado di pagare il loro debito in 120 mesi, come si può immaginare di riscuoterlo portando il termine massimo per la rateizzazione a 36 mesi? È irragionevole”.

L’assessore al Bilancio, Alessandro D’Adamo, aveva prodotto un regolamento che riduceva, appunto, la possibilità di rateizzare il debito tributario col Comune da 120 a 36 mesi. Inoltre l’avviso bonario della tassa sui rifiuti scatterebbe già a gennaio sulla base della Tari pagata l’anno precedente. “Insomma – aggiunge Caradonna – fantafinanza comunale. Il rischio – conclude – è che l’utente, soprattutto le categorie svantaggiate, non paghino proprio. Se non hanno avuto i denari per pagare alla scadenza, figuriamoci in tempi ridotti”. Conclusione: l’opposizione prova a introdurre una serie di modifiche al regolamento e la maggioranza che fa? Abbandona l’aula e rinvia il problema.

INTERROGAZIONI E SEGNALAZIONI CONSILIARI


Interrogazione – Segnalazione numero 0
RECUPERO IMPOSTE: IRRAGIONEVOLE RIDURRE LA RATEIZZAZIONE. LA MAGGIORANZA ABBANDONA L'AULA
Richiesta presentata il 11 GIU 2018     Nessuna risposta ricevuta
Sintesi richiesta:

Durante il Consiglio comunale del 11 giugno 2018, il consigliere Caradonna, insieme agli altri consiglieri di opposizione, in assise cittadina prova a far ragionare la maggioranza su un provvedimento nefasto per i cittadini, ma la maggioranza abbandona l’aula e il problema non viene risolto.

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